Migrare verso una versione più recente di un'applicazione aziendale è spesso necessario per mantenere prestazioni adeguate. Il processo di distribuzione, però, può rivelarsi complesso: da esso dipendono l'efficacia del nuovo software e il livello di adozione da parte degli utenti. Ecco 5 strategie concrete per condurre il deploy di una nuova versione software con successo.
Il primo passo è redigere un capitolato dei requisiti che funga da tabella di marcia per l'intero progetto di distribuzione. Questo documento deve elencare le funzionalità attese dal nuovo software, in modo che la sua implementazione risulti soddisfacente nel lungo periodo.
Per compilarlo in modo efficace, iniziate identificando tutte le parti interessate: chiunque utilizzi il software in corso di sostituzione è coinvolto nel progetto. Raccogliete poi i bisogni e le aspettative di questi utenti per definire con precisione le funzionalità indispensabili.
Un capitolato ben strutturato tiene il team focalizzato sulle priorità, riducendo il rischio di aggiungere continuamente nuovi obiettivi che complicano la gestione del progetto e ne ritardano il completamento.
Una volta definito il capitolato, confrontate le soluzioni presenti sul mercato con le esigenze documentate. Selezionate una prima rosa di software gestionali promettenti, poi scegliete quello le cui funzionalità corrispondono pienamente alle vostre necessità e alle risorse disponibili in azienda.
Un progetto di distribuzione richiede risorse umane strutturate. La composizione dei team dipende dall'ampiezza del progetto e dalle dimensioni dell'azienda, ma in genere comprende due gruppi principali.
Il primo è il team tecnico, responsabile dell'installazione del software: include almeno un responsabile informatico e un responsabile della formazione. Il secondo è un team di riferimento composto da rappresentanti dei reparti che utilizzano il software e da figure del management, con il compito di verificare che le funzionalità distribuite rispondano alle aspettative reali.
Tutti i componenti di questi team devono agire da ambasciatori del progetto: promuovono l'adozione del nuovo software, fanno da collegamento con gli utenti finali e riportano i feedback in tempo reale al team di distribuzione.
Il deploy di una nuova versione software ha successo solo quando lo strumento viene adottato in modo diffuso dagli utenti. Lemon Learning è la soluzione pensata per questo obiettivo.
La piattaforma si sovrappone al software in uso e guida gli utenti attraverso i processi aziendali grazie a guide interattive, comunicando con loro direttamente dall'interno degli strumenti che già utilizzano. Facilita così l'adozione di nuove versioni applicative, contribuisce ad automatizzare parti della distribuzione e fa risparmiare tempo al team IT.
Lemon Learning si integra con qualsiasi applicazione aziendale, sviluppata internamente o meno, ed è compatibile con ambienti Windows e Mac. L'integrazione avviene tramite plug-in o script personalizzati.
Tra i principali vantaggi operativi:
Per approfondire le fasi operative di un deploy, potete consultare la guida sulle 5 fasi essenziali per un deployment di successo.
Una distribuzione efficace non si conclude con il go-live. È necessario verificare che gli obiettivi prefissati siano stati raggiunti, analizzando le statistiche di utilizzo raccolte in tempo reale. Anche in questo caso, la soluzione di Lemon Learning offre strumenti di analytics integrati che consentono al team di identificare le difficoltà degli utenti e intervenire rapidamente con misure correttive.
Distribuire una nuova versione software in azienda è un progetto complesso, ma con le giuste strategie di deployment e il supporto di una piattaforma di adozione digitale è possibile completare il processo con successo, massimizzando il ritorno sull'investimento tecnologico.
Lukas Joseph guida la strategia di inbound marketing e di digital adoption di Lemon Learning. Esplora gli usi concreti delle piattaforme di adozione digitale in azienda e le tendenze emergenti del settore, unendo marketing di prodotto, crescita B2B e formazione degli utenti.