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Neuroscienze per una Formazione Aziendale Efficace

Scritto da Lukas Joseph | 1-gen-1970 0.00.00
In questo articoloCatturare e mantenere l'attenzione: come il microlearning risponde alle sfide della formazione modernaMemoria e neuroscienze: le chiavi per una progettazione formativa efficaceLa ripetizione: la chiave per la memorizzazione a lungo termine

1% di una giornata lavorativa. Questa è la quantità di tempo che un dipendente può dedicare allo sviluppo di nuove competenze, secondo lo studio "Meet the Modern Learner" di Bersin by Deloitte. Più che il tempo libero, è la disponibilità dell'attenzione a essere davvero in gioco.

Nel moderno ambiente digitale iperconnesso, la riduzione dei tempi di attenzione diminuisce sia la disponibilità che la produttività dei dipendenti. Le organizzazioni devono affrontare due sfide correlate: catturare innanzitutto l'attenzione dei dipendenti, e poi costruire conoscenze e competenze che durino nel tempo.

Memoria muscolare, microlearning, apprendimento esperienziale: in questo articolo, Lemon Learning esplora l'intersezione tra neuroscienze ed era digitale. L'obiettivo: ottimizzare i contenuti formativi e il coinvolgimento dei discenti.

Catturare e mantenere l'attenzione: come il microlearning risponde alle sfide della formazione moderna

Che si tratti di comprendere, memorizzare o risolvere problemi, l'attenzione umana è una risorsa mentale con un impatto diretto sulle prestazioni. Maggiore è l'attenzione, migliore è il risultato.

L'attenzione è il processo attraverso cui il cervello assegna priorità a determinati segnali rispetto ad altri: un filtro che determina su quali informazioni concentrarsi tra tutte quelle ricevute in un dato momento. È anche il fondamento dell'apprendimento: senza attenzione, non c'è comprensione né memorizzazione.

Fonte: NeuroLearning. Les neurosciences au service de la formation,
Dr Nadia Medjad, Philippe Gil, Philippe Lacroix, Eyrolles, 2017.

Il cervello adulto ha una capacità di attenzione di circa 20 minuti per argomenti di complessità moderata, che scende a circa 10 minuti per quelli di elevata complessità.

In un mondo in cui velocità e brevità sono diventate la norma, i progettisti didattici devono adattarsi per catturare l'attenzione dei discenti. Una risposta comprovata è il microlearning: brevi sequenze formative da 30 secondi a 3 minuti, erogate tramite video, testo, immagini o audio.

Il microlearning offre diversi vantaggi pratici:

  • Evita il sovraccarico cognitivo erogando le informazioni in piccole dosi gestibili.
  • Supporta l'apprendimento autonomo, offrendo ai dipendenti accesso alla formazione quando e dove ne hanno bisogno.
  • Colma rapidamente le lacune di conoscenza, permettendo ai dipendenti di concentrarsi solo su ciò che non hanno ancora acquisito.
  • Risponde alle esigenze di formazione just-in-time, con moduli brevi e autonomi, ciascuno collegato a un unico obiettivo di apprendimento.

Soluzioni digitali come Lemon Learning sono costruite attorno a questa capacità just-in-time. Integrandosi direttamente negli strumenti e nei flussi di lavoro quotidiani degli utenti, le guide interattive di Lemon Learning forniscono supporto contestuale senza interrompere l'attività operativa.

Il microlearning avvantaggia anche chi crea i contenuti formativi. I formati brevi e mirati sono più rapidi e meno costosi da produrre. Sono inoltre più facili da aggiornare man mano che le applicazioni e i processi evolvono. E consentono una reportistica precisa e individualizzata -- tracciando visualizzazioni, tempo trascorso e completamento per utente e programma.

Poiché l'attenzione è una risorsa così limitata, i professionisti della formazione devono presentare le informazioni in modi che la conquistino e la mantengano. Queste sono le informazioni che hanno maggiori probabilità di essere ricordate.

Memoria e neuroscienze: le chiavi per una progettazione formativa efficace

Catturare l'attenzione è solo l'inizio. Mantenerla e favorire la memorizzazione a lungo termine è la vera sfida della formazione organizzativa.

La memoria a breve termine (detta anche memoria di lavoro) ci permette di trattenere temporaneamente le informazioni mentre svolgiamo un compito -- leggere, parlare o calcolare, ad esempio. La memoria a lungo termine immagazzina le informazioni provenienti dalla memoria di lavoro in modo più permanente, e il recupero può essere attivato in diversi modi.

I nostri sensi, le conoscenze pregresse e le esperienze passate stimolano tutti la memoria -- che sia percettiva, semantica o procedurale. Accanto a questi tre tipi di memoria rappresentativa si trova un quarto tipo: la memoria muscolare, che ci permette di eseguire compiti motori inconsciamente (camminare, andare in bicicletta, guidare). Questo è il tipo di memoria che sta alla base dell'apprendimento attraverso la pratica.

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I metodi basati su questo principio includono i MOOC (Massive Open Online Courses), che combinano l'apprendimento online con elementi interattivi come casi di studio ed esercizi di role-playing. La realtà aumentata è un altro esempio: organizzazioni come Rolls Royce e Qatar Airways la hanno utilizzata per formare i tecnici di manutenzione, ottenendo tassi di ritenzione paragonabili a quelli della formazione sul campo.

In Lemon Learning, l'approccio dell'apprendimento attraverso la pratica è integrato in ogni guida interattiva. Come la navigazione GPS, le guide accompagnano gli utenti passo dopo passo attraverso le loro applicazioni. I programmi di formazione segmentati e i micro-moduli consentono ai dipendenti di padroneggiare le singole funzionalità degli strumenti e i processi aziendali attraverso la ripetizione sul lavoro e l'accesso on demand.

La vera sfida non è solo acquisire conoscenze o ricordarle -- è mobilitare le conoscenze giuste al momento giusto. Ed è la ripetizione a renderlo possibile.

Lemon Learning -- Come le neuroscienze possono aiutarti a creare una formazione migliore

La ripetizione: la chiave per la memorizzazione a lungo termine

Quando il cervello apprende, i neuroni si attivano e si trasmettono informazioni gli uni agli altri, formando nuove reti neurali -- un principio noto come apprendimento hebbiano. Più queste reti diventano attive, più si consolidano. Come affermano gli autori di NeuroLearning: "Se imparare significa creare nuove reti neurali, allora ricordare significa riattivare quelle stesse reti neurali."

Per i professionisti della formazione, l'implicazione è chiara: i materiali formativi devono coinvolgere i discenti (brevi, interattivi e pertinenti) ed essere strutturati per supportare la memorizzazione a lungo termine. Questa preferenza per formati brevi e ad alto impatto va ben oltre la formazione -- i contenuti in pillole, gli elevator pitch e i post sui social con caratteri limitati riflettono tutti lo stesso cambiamento nel modo in cui le persone comunicano e assorbono le informazioni.

Il microlearning non è una sostituzione completa di altri approcci formativi. In tutte le sue forme -- guide interattive, quiz, video -- integra piuttosto che sostituisce gli altri metodi. È più adatto a obiettivi semplici, immediati e operativi. Si inserisce naturalmente in una strategia di blended learning, abbinato a una formazione più approfondita per argomenti complessi o per lo sviluppo delle soft skills.

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Fonti:

  • "Meet The Modern Learner: Engaging the Overwhelmed, Distracted, and Impatient Employee", Bersin by Deloitte, 2014.
  • Philippe Gil, Philippe Lacroix, Digital Learning Book by IL&DI, 2018.
  • Dr Nadia Medjad, Philippe Gil, Philippe Lacroix, NeuroLearning. Les neurosciences au service de la formation, Eyrolles, 2017.
SC
Sull'autriceSarah Chohan

Sarah supervisiona tutto ciò che riguarda l'inbound marketing, esplorando i numerosi utilizzi aziendali e gli argomenti legati all'adozione digitale. Le sue esperienze precedenti includono il marketing B2C e di prodotto nel settore del social listening, con l'individuazione delle tendenze emergenti del settore.