I 7 principali modelli di gestione del cambiamento

Scopri i 7 principali modelli di gestione del cambiamento: da Lewin ad ADKAR, da Kotter a Kübler-Ross. Una guida pratica per scegliere il metodo più adatto

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  • 1. Modello di Lewin
  • 2. Modello ADKAR
  • 3. Modello 7S di McKinsey
  • 4. Modello di cambiamento in 8 fasi di Kotter
  • 5. Modello transizionale di Bridges
  • 6. Curva del cambiamento di Kübler-Ross
  • 7. La Ruota di Deming
  • Lemon Learning e la gestione del cambiamento

La gestione del cambiamento è l'insieme delle azioni volte ad avviare e guidare un progetto di trasformazione all'interno di un'organizzazione. Scegliere il modello giusto rende più facile ottenere l'adesione dei collaboratori alle nuove pratiche e ridurre le resistenze. Lemon Learning presenta i sette principali modelli di gestione del cambiamento, con i punti di forza di ciascuno.

1. Modello di Lewin

Sviluppato negli anni '40, questo approccio è ancora oggi ampiamente utilizzato. Per Kurt Lewin la gestione del cambiamento si articola in tre fasi: scongelare, modificare e ricongelare.

Lewin paragona il processo alla trasformazione di un cubo di ghiaccio in un cono: prima occorre sciogliere le procedure esistenti, liberandosi delle abitudini consolidate. Solo dopo è possibile introdurre il cambiamento vero e proprio, comunicando con tutte le parti coinvolte durante e dopo il dispiegamento del nuovo processo. L'ultima fase, il ricongelamento, serve a consolidare il nuovo modo di operare e a renderlo stabile nel tempo.

2. Modello ADKAR

Il modello ADKAR propone un approccio centrato sull'essere umano. L'acronimo indica cinque elementi fondamentali:

  • Awareness: consapevolezza della necessità del cambiamento.
  • Desire: desiderio di partecipare attivamente al cambiamento.
  • Knowledge: conoscenze necessarie per attuarlo.
  • Ability: capacità concreta di mettere in pratica il cambiamento.
  • Reinforcement: tutto ciò che permette al cambiamento di essere duraturo.

L'obiettivo è facilitare il progetto di trasformazione a livello individuale. In questo modello non è il cambiamento in sé ad essere al centro, ma le reazioni che esso suscita nelle persone.

3. Modello 7S di McKinsey

Sviluppato negli anni '70, il Modello 7S di McKinsey permette di valutare come le diverse componenti di un'organizzazione funzionino in relazione di interdipendenza. Il modello identifica sette elementi fondamentali:

  • Elementi tangibili: strategia, struttura, sistemi.
  • Elementi intangibili: valori condivisi, personale, stile di leadership, competenze.

Poiché i sette elementi sono interconnessi, la modifica di uno di essi si ripercuote necessariamente sugli altri. Questo modello è particolarmente utile per valutare l'impatto complessivo di una trasformazione prima di avviarla.

Schema dei sette elementi del modello McKinsey applicati alla gestione del cambiamento

4. Modello di cambiamento in 8 fasi di Kotter

Il modello di Kotter si concentra sulle percezioni e le emozioni dei collaboratori più che sul cambiamento in sé. Osservando oltre cento organizzazioni, John Kotter ha identificato otto fasi per condurre con successo un progetto di trasformazione:

  1. Creare un senso di urgenza.
  2. Formare una coalizione potente.
  3. Definire una visione strategica chiara.
  4. Ottenere l'adesione di tutti i livelli aziendali.
  5. Eliminare gli ostacoli al cambiamento.
  6. Ottenere e comunicare risultati a breve termine.
  7. Consolidare i risultati per accelerare ulteriormente il cambiamento.
  8. Ancorare le nuove pratiche nella cultura aziendale.

5. Modello transizionale di Bridges

Questo approccio pone l'accento sull'elemento umano e dedica particolare attenzione all'esperienza vissuta dai collaboratori durante la transizione. Secondo Bridges, la chiave del cambiamento sta nel modo in cui le persone abbandonano il vecchio processo a favore di quello nuovo.

Il modello si articola in tre fasi:

  1. Abbandonare il passato: riconoscere e lasciare andare le pratiche precedenti.
  2. Zona neutra: un periodo di adattamento in cui i collaboratori familiarizzano con il nuovo modo di operare.
  3. Nuovo inizio: i collaboratori aderiscono pienamente al cambiamento e lo integrano nel proprio lavoro quotidiano.

Questo approccio è particolarmente indicato per i cambiamenti importanti e profondi che coinvolgono l'intera organizzazione.

Rappresentazione visiva dei principali modelli di gestione del cambiamento organizzativo

6. La curva del cambiamento di Kübler-Ross

La curva del cambiamento di Kübler-Ross è uno strumento efficace per anticipare le reazioni emotive del personale di fronte a una trasformazione. Secondo Elizabeth Kübler-Ross, un'organizzazione riesce a prepararsi meglio al cambiamento quando prevede come risponderanno le persone coinvolte.

Il modello individua cinque fasi:

  • Il diniego: la prima reazione istintiva di fronte alla novità.
  • La rabbia: si manifesta spesso come resistenza attiva al cambiamento.
  • La contrattazione: il tentativo di trovare compromessi.
  • La depressione: una fase di calo motivazionale.
  • L'accettazione: l'integrazione del cambiamento nel nuovo modo di lavorare.

È importante tenere presente che queste fasi non sono necessariamente sequenziali: ogni persona può attraversarle in ordine diverso e con tempi propri. Ignorare le reazioni dei collaboratori durante un processo di cambiamento rischia di vanificare gli sforzi dell'intera organizzazione.

7. La Ruota di Deming

La Ruota di Deming, nota anche come ciclo PDCA (Plan, Do, Check, Act), è un processo ciclico che favorisce il miglioramento continuo. Le sue fasi sono:

  • Plan: definire un piano d'azione.
  • Do: testare e attuare il piano.
  • Check: valutare i risultati ottenuti.
  • Act: apportare le correzioni necessarie e avviare un nuovo ciclo.

Questo metodo è particolarmente indicato nella fase di sviluppo di una nuova organizzazione o in occasione di prove controllate. Un vantaggio rilevante è la sua flessibilità: la Ruota di Deming è applicabile in qualsiasi settore e dimensione aziendale.

Lemon Learning e la gestione del cambiamento

Adottare un modello di gestione del cambiamento significa dotarsi degli strumenti concettuali per preparare l'organizzazione a nuovi processi, ridurre le resistenze e aumentare le probabilità di successo della trasformazione. Tuttavia, un buon modello ha bisogno di essere supportato da strumenti operativi adeguati.

Lemon Learning affianca le organizzazioni in ogni fase del cambiamento. La nostra soluzione si sovrappone ai software web per guidare gli utenti attraverso i processi aziendali grazie a guide interattive contestuali, e per comunicare con loro direttamente dagli strumenti che usano ogni giorno. In questo modo, l'adozione delle nuove tecnologie diventa più rapida e meno gravosa per tutti.

Per approfondire, scopri anche i principali strumenti per supportare la gestione del cambiamento.

Esempio di guida interattiva Lemon Learning sovrapposta a un software aziendale
FAQ

Domande frequenti

Qual è la metodologia del Change Management?+

Non esiste un'unica metodologia: i principali approcci includono il modello di Lewin in tre fasi, il modello ADKAR incentrato sull'individuo, le 8 fasi di Kotter e la curva di Kübler-Ross. La scelta dipende dalla natura del cambiamento e dalla cultura organizzativa.

Quali sono le 7 fasi del cambiamento?+

Le fasi variano a seconda del modello adottato. La curva di Kübler-Ross identifica cinque stadi emotivi (diniego, rabbia, contrattazione, depressione, accettazione), mentre il modello di Kotter articola il percorso in otto fasi operative, dal creare urgenza all'ancorare le nuove pratiche nella cultura aziendale.

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