Fasi del lutto e curva del cambiamento di Kübler-Ross: una guida per manager e organizzazioni

Scopri le 5 fasi del lutto secondo Elisabeth Kübler-Ross, come si applicano in azienda e perché accompagnare i collaboratori nel cambiamento organizzativo.

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Le fasi del lutto descrivono il percorso emotivo che una persona attraversa dopo una perdita significativa. Secondo il modello elaborato dalla psichiatra Elisabeth Kübler-Ross, questo percorso si articola in cinque stadi: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. Applicato al contesto organizzativo, lo stesso schema aiuta i manager a comprendere come i collaboratori reagiscono ai cambiamenti aziendali importanti e a strutturare un supporto efficace durante ciascuna fase di elaborazione del lutto.

Da dove nasce il modello delle 5 fasi del lutto?

Il modello delle cinque fasi di elaborazione del lutto affonda le radici in una ricerca clinica condotta dalla psichiatra e psicologa svizzera Elisabeth Kübler-Ross (1926-2004). Tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta, Kübler-Ross condusse oltre 500 colloqui con pazienti affetti da malattie terminali presso il Billings Hospital di Chicago. L'obiettivo era raccogliere testimonianze dirette su come queste persone vivessero la prospettiva della propria morte imminente.

Nel 1969 pubblicò il libro "On Death and Dying" (tradotto in italiano come "La morte e il morire"), che sistematizzò per la prima volta le cinque fasi del processo del lutto. La studiosa fu classificata nel 1999 dalla rivista Time tra i cento pensatori più influenti del XX secolo. Il suo lavoro, nato in ambito medico-palliativo, fu successivamente adattato alla psicologia del lutto in senso più ampio, fino a trovare applicazione nella gestione del cambiamento organizzativo.

Vale la pena sottolineare che il modello originale riguardava il lutto di sé stessi, ovvero la reazione di chi si prepara alla propria morte, non di chi piange la perdita di un'altra persona. L'estensione a entrambi i contesti, e poi all'ambito aziendale, è avvenuta nel corso dei decenni successivi.

Rappresentazione della curva di Kübler-Ross con le cinque fasi del lutto disposte lungo una curva discendente e poi ascendente

Che cos'è la curva del lutto e come si legge?

La curva del lutto, denominata anche curva del cambiamento, rappresenta graficamente le fasi di elaborazione del lutto come una traiettoria emotiva nel tempo. Il profilo della curva scende verso il basso nelle prime fasi, raggiunge un punto di minimo durante la depressione, poi risale verso l'accettazione e la serenità.

Questo andamento si divide in due grandi cicli:

  • Fase discendente: la persona adotta un atteggiamento negativo, orientato verso il rifiuto del cambiamento e verso il passato. È in questa fase che si manifesta la cosiddetta resistenza al cambiamento.
  • Fase ascendente: la persona sviluppa un atteggiamento costruttivo, orientato al futuro, e inizia a integrare il cambiamento nella propria realtà quotidiana.

Un aspetto fondamentale da tenere presente è che la curva del cambiamento non segue una sequenza lineare rigida. Le persone possono avanzare, regredire o saltare alcune fasi a seconda delle circostanze individuali, del tipo di perdita o del contesto organizzativo in cui si trovano.

Grafico della curva del cambiamento di Kübler-Ross applicata al contesto aziendale, con le fasi discendente e ascendente

Quali sono le 5 fasi del lutto secondo Kübler-Ross?

Le cinque fasi di elaborazione del lutto identificate da Kübler-Ross sono: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. Di seguito una descrizione di ciascuna, con le implicazioni pratiche per chi affronta una perdita o un cambiamento importante.

1. Negazione (o rifiuto)

La prima fase del lutto è quella della negazione. A seguito di un annuncio sconvolgente, come la perdita di una persona cara o, in ambito lavorativo, una ristrutturazione aziendale, la persona reagisce con shock e rifiuta di accettare la realtà. È un meccanismo di difesa psicologico: il cervello rallenta l'elaborazione dell'evento per proteggere l'individuo da un dolore immediato insostenibile. In questa fase la persona può comportarsi come se nulla fosse accaduto o minimizzare l'entità del cambiamento.

2. Rabbia

Superata la negazione, la persona inizia ad accettare la realtà della perdita. Questo passaggio genera paura dell'ignoto, frustrazione e, spesso, rabbia intensa. La rabbia può manifestarsi verso se stessi, verso gli altri o verso la situazione. Nel contesto aziendale, questa fase corrisponde ai primi segnali visibili di resistenza al cambiamento: proteste aperte, critiche al management, calo della motivazione.

3. Contrattazione (o patteggiamento)

Nella fase della contrattazione, la persona cerca di trovare compromessi per ridurre il dolore o rimandare l'inevitabile. A livello emotivo, si tratta spesso di pensieri del tipo "Se solo avessi fatto diversamente..." o "Forse si può ancora trovare una soluzione alternativa". In ambito lavorativo, un collaboratore in questa fase può proporre alternative al cambiamento pianificato o tentare di negoziare condizioni diverse. Questa fase, pur faticosa, segnala che la persona sta iniziando a fare i conti con la realtà.

4. Depressione

Quando la contrattazione si esaurisce senza successo, subentra la fase più intensa sul piano emotivo: la depressione. La persona si rende pienamente conto che la perdita è reale e definitiva. Ne derivano tristezza profonda, nostalgia per il passato e una forte apprensione per il futuro. In azienda, questa fase si manifesta con calo delle prestazioni, disimpegno, assenteismo o isolamento dai colleghi. È il punto più basso della curva e il momento in cui il supporto esterno risulta più prezioso.

5. Accettazione

L'accettazione non significa dimenticare o non sentire più il dolore, bensì riconoscere la realtà della perdita e iniziare a costruire un nuovo equilibrio. La persona smette di resistere al cambiamento e di guardare esclusivamente al passato. In ambito organizzativo, è la fase in cui i collaboratori iniziano a investire energie nel nuovo scenario, a sviluppare nuove competenze e a contribuire attivamente alla trasformazione. Dopo l'accettazione, molti modelli aggiungono una fase ulteriore di serenità o integrazione, in cui il cambiamento viene pienamente assorbito e diventa parte del nuovo modo di essere e lavorare.

Negazione, rabbia, contrattazione, depressione, accettazione: perché il modello originale non include "la serenità"

Il modello pubblicato da Kübler-Ross nel 1969 comprende cinque fasi, senza una sesta fase esplicita denominata "serenità". Tuttavia, numerose rielaborazioni del modello a uso aziendale hanno aggiunto questa fase per indicare il momento in cui il collaboratore ha pienamente integrato il cambiamento e opera con ritrovata stabilità. Dal punto di vista clinico, l'accettazione è considerata lo stadio conclusivo del processo di elaborazione del lutto. La serenità, quando citata, va intesa come l'espressione matura di quell'accettazione, non come una fase separata riconosciuta dalla letteratura scientifica originale.

Perché è importante accompagnare il cambiamento in azienda?

Il cambiamento genera emozioni di varia intensità nell'individuo: paura, stress, tristezza, frustrazione, ma anche, nelle fasi più avanzate, curiosità e apertura. Quando un collaboratore attraversa queste fasi senza supporto adeguato, le emozioni negative possono tradursi in comportamenti controproducenti per sé stesso e per l'intero team.

Diversi fattori influenzano il modo in cui ciascuna persona affronta il cambiamento: la personalità, la storia personale, le esperienze passate, il livello di fiducia nell'organizzazione e la qualità della comunicazione ricevuta. Per questo motivo, una strategia strutturata di gestione del cambiamento deve prevedere un accompagnamento attivo e continuo lungo tutte le fasi di elaborazione del lutto, non solo nella fase iniziale di annuncio.

Il manager svolge un ruolo chiave: deve essere in grado di riconoscere in quale fase si trova ciascun collaboratore, adattare la comunicazione e offrire il supporto adeguato nel momento giusto. Ignorare le fasi discendenti equivale a lasciare le persone da sole nel momento di maggiore vulnerabilità, con conseguenze negative sulla produttività, sul clima organizzativo e sulla riuscita del progetto di cambiamento.

"Nessuno resiste al cambiamento; tutti resistono al cambiamento imposto dagli altri. Il cambiamento deve quindi partire da sé stessi."

Yves Caseau, CDIO, Michelin, sul CIO Pioneers podcast

Come applicare la curva di Kübler-Ross alla gestione del cambiamento organizzativo?

Applicare il modello delle fasi del lutto al contesto aziendale significa dotarsi di una mappa emotiva per leggere i comportamenti dei collaboratori durante una trasformazione organizzativa. Ecco alcune indicazioni pratiche per ciascuna fase:

Fase Segnali nel contesto aziendale Azione raccomandata per il manager
Negazione Minimizzazione del cambiamento, disinteresse, comportamento come se nulla fosse Comunicare con chiarezza, fornire informazioni concrete, ripetere il messaggio in modo coerente
Rabbia Critiche aperte, conflitti con i colleghi o il management, rifiuto delle nuove procedure Ascoltare attivamente, creare spazio per esprimere le preoccupazioni, evitare la difensiva
Contrattazione Proposte di alternative, tentativi di negoziare condizioni diverse Riconoscere il contributo, valutare le proposte con rispetto, mantenere la direzione strategica
Depressione Calo delle prestazioni, disimpegno, assenteismo, isolamento Supporto individuale, riconoscimento dei progressi, coinvolgimento in piccole decisioni per recuperare senso di controllo
Accettazione Apertura alle novità, partecipazione attiva, nuova motivazione Valorizzare i progressi, assegnare responsabilità legate al nuovo scenario, celebrare i risultati

Per approfondire altri modelli teorici applicabili alla trasformazione organizzativa, può essere utile confrontare la curva di Kübler-Ross con il modello in otto fasi di John Kotter, che offre una prospettiva più orientata ai processi e alle azioni di leadership. Lemon Learning mette a disposizione delle organizzazioni soluzioni dedicate alla gestione del cambiamento che integrano la dimensione emotiva e formativa in ogni fase della trasformazione digitale.

Quali sono le critiche al modello delle cinque fasi del lutto?

Il modello di Kübler-Ross è uno dei più citati in psicologia e in management, ma ha ricevuto critiche significative da parte della comunità scientifica. È utile conoscerle per applicare il modello con consapevolezza critica.

Le obiezioni principali riguardano la mancanza di prove empiriche robuste. Il gerontologo Robert J. Kastenbaum (1932-2013) ha sollevato diversi punti critici:

  • Non esiste alcuna evidenza che tutti gli individui confrontati con una perdita attraversino effettivamente tutte e cinque le fasi nell'ordine descritto.
  • L'esistenza di questi stadi non è stata dimostrata attraverso ricerche cliniche controllate e replicabili.
  • Il modello non tiene conto delle differenze culturali, delle risorse individuali e del contesto ambientale immediato, che possono influenzare profondamente il processo di elaborazione del lutto.

Uno studio pubblicato nel 2007 da Paul Maciejewski e colleghi della Yale University School of Medicine, basato su un campione di persone in lutto per la perdita di un familiare, ha prodotto risultati contrastanti: alcune osservazioni erano coerenti con il modello a cinque fasi, mentre altre non lo confermavano. In particolare, lo studio evidenziava che l'accettazione risultava presente fin dall'inizio del processo di lutto, non solo come fase finale. I ricercatori stessi invitavano a usare il modello come strumento orientativo e non come schema normativo rigido.

Un'ulteriore critica riguarda l'origine culturale del modello, elaborato in un contesto nordamericano degli anni Sessanta, il che rende difficile una sua applicazione universale a persone appartenenti a tradizioni culturali diverse.

In sintesi, il modello delle fasi del lutto di Kübler-Ross va inteso come una mappa descrittiva utile, non come una sequenza obbligatoria. Per approfondire la letteratura scientifica sul tema, l'articolo pubblicato dall'Istituto Beck offre una panoramica aggiornata sull'elaborazione del lutto e sulle sue fasi.

Le fasi del lutto in amore: il modello si applica anche alle perdite sentimentali?

Le fasi del lutto in amore seguono uno schema molto simile a quello descritto da Kübler-Ross per le perdite più gravi. La fine di una relazione significativa attiva gli stessi meccanismi emotivi: negazione (non riuscire ad accettare che la relazione sia finita), rabbia (verso se stessi o verso l'ex partner), contrattazione (tentativi di recuperare il rapporto o rimpianti ricorrenti), depressione (tristezza, isolamento, perdita di motivazione) e infine accettazione, ovvero il riconoscimento della fine e l'apertura a un nuovo equilibrio.

I tempi e l'intensità delle fasi del lutto amoroso variano considerevolmente in base alla durata della relazione, al livello di dipendenza emotiva, alla presenza di supporto sociale e alle caratteristiche individuali. Come nel lutto da perdita, anche qui le fasi non si susseguono in modo lineare: è possibile tornare alla rabbia dopo aver raggiunto una parziale accettazione, o saltare la fase della contrattazione del tutto.

Riconoscere in quale fase ci si trova può aiutare a darsi il tempo necessario per elaborare la perdita senza forzare un'accelerazione che potrebbe rivelarsi controproducente.

FAQ

Domande frequenti

Quali sono le 7 fasi del lutto?+

Il modello originale di Elisabeth Kübler-Ross descrive 5 fasi del lutto: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. Alcune versioni successive, elaborate da altri studiosi, ne aggiungono ulteriori come lo shock iniziale e la speranza o la ricostruzione, arrivando così a sette stadi. Tuttavia il modello riconosciuto dalla letteratura psicologica di riferimento rimane quello a cinque fasi.

Quali sono i 5 stadi del lutto?+

I cinque stadi del lutto secondo Kübler-Ross sono: 1) Negazione o rifiuto, in cui la persona stenta a credere alla perdita; 2) Rabbia, che nasce dalla paura dell'ignoto e dalla frustrazione; 3) Contrattazione o patteggiamento, in cui si cercano compromessi per rimandare o attenuare il dolore; 4) Depressione, caratterizzata da tristezza profonda e nostalgia; 5) Accettazione, in cui la persona smette di resistere e inizia a guardare al futuro.

Quanto durano le fasi del lutto?+

Non esiste una durata standard: i tempi variano molto in base alla persona, alla natura della perdita, alla disponibilità di supporto sociale e alle risorse individuali. Il lutto non segue un percorso lineare e alcune fasi possono ripresentarsi. Gli esperti indicano che un lutto elaborato in modo sano può richiedere da alcuni mesi a diversi anni.

Quali sono le 5 fasi del lutto amoroso?+

Le fasi del lutto in amore ricalcano il modello di Kübler-Ross: negazione (rifiuto della fine della relazione), rabbia (verso se stessi o verso l'ex partner), contrattazione (tentativi di recuperare il rapporto o rimpianti), depressione (tristezza, isolamento, perdita di motivazione) e accettazione (riconoscimento della fine e apertura a un nuovo inizio). I tempi e l'intensità dipendono dalla durata e dalla profondità del legame.

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