Intervista a Guillaume Koch, Socio di Althea

Guillaume Koch, Socio di Althea, racconta come la società accompagna le aziende nella trasformazione HR e Finance e perché l'adozione reale fa la

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In questa intervista abbiamo avuto il piacere di confrontarci con Guillaume Koch, Socio di Althea, società di consulenza specializzata nella trasformazione organizzativa e tecnologica delle funzioni HR e Finance. Guillaume ci presenta il suo ruolo, il posizionamento distintivo di Althea e la metodologia che guida il suo lavoro quotidiano.

Come posiziona Althea nel settore della consulenza?

Althea si posiziona come società di consulenza con una solida esperienza nella trasformazione organizzativa e tecnologica delle funzioni HR, Finance, Acquisti e Operations. La differenziazione nasce da oltre 19 anni di presenza nel settore e da una forte expertise nella gestione delle risorse umane, nella finanza e nelle operations. Un altro elemento distintivo è il ruolo di advisor indipendente: a differenza di alcuni attori del mercato, Althea non è anche integratrice di soluzioni tecnologiche. Questo consente un approccio operativo genuinamente neutro, capace di fare da ponte tra le strategie di alto livello e le esigenze concrete delle operations.

Qual è il suo ruolo quotidiano in Althea?

Il ruolo di Guillaume consiste nel costruire team performanti. In qualità di Socio, è responsabile dei risultati economici della società e attribuisce grande importanza alla relazione con i clienti e al successo di ogni missione. Una parte centrale della sua attività è individuare sul mercato collaboratori di talento con le competenze necessarie per realizzare i progetti. È inoltre responsabile dell'adattamento dei metodi di lavoro alle problematiche specifiche di ciascun cliente.

Come interagisce Althea con i clienti nei progetti di trasformazione?

In qualità di advisor indipendente, Althea lavora in stretta collaborazione con i clienti per guidare i progetti di trasformazione. L'apporto principale è l'esperienza concreta maturata in progetti analoghi, dato che i clienti hanno spesso poca familiarità con percorsi di cambiamento strutturato. Althea accompagna l'implementazione di sistemi informativi HR e Finance e altre iniziative di trasformazione, con l'obiettivo di semplificare i processi e garantire la massima adozione dei cambiamenti proposti.

Cosa significa per lei il cambiamento nel contesto della trasformazione?

Il cambiamento consiste nel permettere ai collaboratori di accogliere con facilità le nuove proposte di valore della propria azienda, siano esse legate all'organizzazione, allo sviluppo delle competenze, all'evoluzione dei processi o all'adozione di nuove tecnologie. L'obiettivo è semplificare tutti questi aspetti per accelerare la trasformazione e aumentare il livello di adozione. In Althea ci si concentra sulla realizzazione concreta del cambiamento fino al livello operativo, assicurandosi che i collaboratori integrino le trasformazioni nella loro quotidianità: è questo che produce il vero Ritorno sull'Investimento per i clienti.

Come ha sviluppato la sua metodologia di gestione del cambiamento?

L'approccio nasce da un percorso professionale molto personale, che affonda le radici nei primi anni come Business Manager nel settore IT. In quel periodo Guillaume ha osservato troppi progetti fallire perché le risorse venivano investite quasi esclusivamente nel progetto stesso, trascurando l'incontro con i collaboratori. Il risultato erano soluzioni tecnicamente eccellenti ma inutilizzate, perché non rispondevano ai bisogni operativi reali.

Da questa consapevolezza è emerso un principio fondamentale: bisogna concentrarsi sui veri clienti della trasformazione, ovvero i collaboratori. Anche quando una trasformazione mira a migliorare l'esperienza del cliente finale, sono i collaboratori a portarla avanti concretamente.

Un'ulteriore tappa formativa è stata la direzione di un'agenzia di comunicazione digitale, dove Guillaume ha lavorato su comunicazione HR, comunicazione interna ed e-commerce. In quel contesto, con pochi secondi a disposizione per convincere un acquirente, ha imparato a comprendere i bias cognitivi e a progettare soluzioni che riducano l'attrito. È dalla fusione di queste esperienze che la sua metodologia ha preso forma.

Come vengono segmentate le popolazioni nei progetti di trasformazione?

Althea utilizza un approccio basato sullo studio d'impatto. Si parte da una gap analysis per valutare gli scostamenti rispetto alla situazione attuale, prestando attenzione alle pratiche quotidiane concrete dei collaboratori: per esempio, come l'utilizzo di più schermi e strumenti diversi possa evolvere positivamente con la trasformazione.

Sulla base di questa analisi vengono poi attivati strumenti dedicati, tra cui Lemon Learning, per accompagnare i collaboratori in funzione delle loro esigenze specifiche: dalla formazione iniziale fino alle attività più avanzate legate alle nuove competenze richieste.

Come mantiene i team aggiornati sui temi della trasformazione e della tecnologia?

La chiave è investire sulle persone con un approccio segmentato: manager ed esperti hanno esigenze diverse rispetto ai consulenti junior o senior. Althea offre formazione continua sulle nuove tecnologie che verranno implementate presso i clienti, compresa, ad esempio, la formazione su strumenti di intelligenza artificiale generativa per rispondere alle richieste emergenti del mercato. L'obiettivo è dimostrare ai consulenti che l'azienda cresce, investe su di loro e propone missioni coerenti con le loro aspirazioni professionali. La fedeltà dei consulenti è considerata un indicatore chiave di successo.

Come misura e dimostra ai clienti l'adozione e l'impatto dei progetti di trasformazione?

La misurazione dell'adozione può variare in base al contesto, ma Althea mantiene grande precisione sulla tendenza generale. Per l'adozione tecnologica si osservano indicatori come la percentuale di collaboratori che hanno attivato le proprie credenziali nella prima settimana, oppure il numero di ticket ricevuti durante la fase di hyper-care, il periodo di attenzione intensiva successivo alla messa in produzione.

Per valutare l'adesione culturale si ricorre a sondaggi di soddisfazione post-messa in produzione rivolti ai manager, per misurare la loro percezione e il loro ruolo attivo nel cambiamento. L'obiettivo finale è verificare che i collaboratori, di fronte a un ostacolo, adottino comportamenti allineati all'ambizione strategica dell'azienda. Quando questo accade, l'adozione è considerata riuscita.

Come vede il futuro delle società di consulenza con l'emergere dell'intelligenza artificiale?

Guillaume si dichiara allo stesso tempo sereno ed entusiasta riguardo al futuro di Althea. Nel corso di 25 anni di esperienza ha visto molte rivoluzioni tecnologiche annunciare la fine del mestiere del consulente, ma ogni innovazione ha generato un bisogno crescente di accompagnamento, non il contrario. Strumenti come l'intelligenza artificiale generativa possono produrre raccomandazioni pertinenti, ma non possono sostituire l'intelligenza umana nella concreta attuazione della trasformazione e nella gestione delle relazioni con i collaboratori. I consulenti saranno sempre più al centro del processo, collegando metodologie consolidate alle esigenze specifiche di ciascun cliente.

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